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DOVE. In provincia di
Cremona. Punto di partenza e arrivo: Cremona, Cascina Cambonino,
via Castelleone 51.
COME. Itinerario in bicicletta,
senza difficoltà, adatto a tutti. Usare il casco.
QUANTO. 24.8 km.
DOVE MANGIARE. A Livrasco,
ristorante Valentino, tel. 0372.427557.
CONTATTI. Museo della
civiltà contadina, Cascina Cambonino, tel. 0372.560025,
aperto da martedì a domenica dalle 9 alle 13.
(55 K)
Il
Cremonese è terra di cascine. Sono fra le più
belle e le più vaste della Lombardia. Sono villaggi
racchiusi dentro una corte ma al tempo stesso sono gli opifici
dell'agricoltura. La loro maggior diffusione risale al XIX
secolo, quando nelle campagne lombarde si introdusse un sistema
di conduzione capitalistico con grandi fondi agricoli e con
la riduzione dei contadini a braccianti.
L'itinerario prende le mosse dalla Cascina Cambonino
(1), alla periferia di Cremona, dove è sistemato un
Museo della civiltà contadina e dove si può
osservare la tipica disposizione interna di una cascina, con
l'aia, la casa padronale, le stalle, i fienili, le umili dimore
dei braccianti. In seguito si imbocca via Castelverde che
si inoltra nella campagna fra rogge, ruote di mulini e altri
cascinali. Degno di rilievo il castello di Breda de' Bugni
(2), con due possenti torrioni angolari. Risale al XIV-XV
secolo.
Con poche pedalate si giunge a Castelverde (3). Nella
piazza principale prospetta la decorosa chiesa barocca di
S. Archelao (all'interno preziose ancone lignee del
XVII sec.). Uscendo dall'abitato per via Dante ci si immette
su una strada campestre sterrata che tocca Castelnuovo
del Zappa e quindi, di nuovo su asfalto, Licengo
(4). Se a Breda de' Bugni si impone un castello, a Licengo
fa spicco una lussuosa villa nobiliare, appartenuta ai Sommi
Picenardi, ma in entrambi i casi alla funzione originaria
si è aggiunta quella agricola a ulteriore riprova della
vera vocazione di questo territorio.
Le frazioni sparse nella campagna sono in realtà l'aggregazione
di due o più cascine, come si nota a S. Martino
in Beliseto (5), la successiva tappa del percorso. Imboccata
con prudenza la strada provinciale diretta a Bordolano si
avvicinano, a poca distanza dalla rotabile due interessanti
cascine. La prima, a destra - la Cavallara - è
un esempio di villa-cascina d'origine rinascimentale con un
palazzetto preceduto da una corte cintata e da due torri gemelle.
La seconda, a sinistra - la Mancapane
- è un singolare 'remake' stilistico, frequente nelle
cascine di fine '800, dove il simbolismo degli elementi da
castello gotico tende a enfatizzare il ruolo di presidio agricolo.
L'itinerario volge ora su se stesso e torna verso Cremona
seguendo l'argine del Naviglio Civico di Cremona dove
è in fase di realizzazione una pista ciclo-pedonale.
Se ne discosta solo per un breve tratto avvicinando Ossalengo
(6) con la Villa Vernaschi. Questo naviglio fu scavato
nel Medioevo per far sì che anche i cremonesi, oltre
ai bresciani, potessero attingere acque irrigue dal fiume
Oglio.

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