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DOVE. Nella provincia
di Brescia, sul lago d'Iseo. Punto di partenza e arrivo: Peschiera
Maraglio, raggiungibile da Brescia (26 km) con la strada statale
510 fino a Sulzano e quindi con il battello.
COME. Itinerario a piedi
su strade selciate e sentieri. Percorribile in ogni stagione,
anche in inverno.
DOVE MANGIARE. A Sensole,
ristorante Sole, tel. 030.9886101, cucina lombarda
con pesce di lago.
QUANTO. 4 ore.
CONTATTI. Ufficio turistico
Sulzano, p.za 28 Maggio, tel. 030.985283.
(56K)
Il mite clima dei laghi prealpini stempera anche gli inverni
più rigidi. Ne sono prova gli uliveti e i cipressi
che allignano sulle loro sponde. Nel mezzo del lago d'Iseo
si trova la più grande isola lacustre d'Italia. Buona
occasione per girarla tutta a piedi, dato che gli autoveicoli
non vi possono accedere. Il paesaggio è fatto di minuti
coltivi a terrazze, viottoli selciati, borghi silenziosi e
raccolti.
Si prendono le mosse da Peschiera (1), il punto d'approdo.
Addossato al monte, il borgo mette le sue case in riva al
lago; queste, serrate le une alle altre, sono dotate di darsene
e loggiati. Gli abitanti sono abili tessitori di reti da pesca.
Si va in direzione di Sensole lambendo le ere¹
(striscie di terra coltiva) dove allignano i migliori uliveti
dell'isola. Poco al largo si scorge l'isolino San Paolo con
i resti di un convento.
Lasciata
la stradina che arriva a Sensole (2), si prende a salire
aggirando la punta sud-occidentale dell'isola dominata dalla
rocca Oldofredi, antichi feudatari del basso lago. Si narra
che i naviganti, doppiando la punta, dovessero ammainare le
vele per riverenza ai signori. Quindi si entra a Menzino
(3), uno dei villaggi del versante occidentale, il meno
acclive e il più favorito sotto il profilo climatico.
Ora si abborda la stradina che sale a Senzano (4) guadagnando
quota. Da questo piccoli nucleo si può proseguire per
Cure (5), la frazione più alta. Qui, volendo,
si può accedere al santuario della Madonna della
Ceriola (6), sul culmine dell'isola, a 600 metri d'altezza.
Secondo la leggenda vi avrebbe vissuto una delle quattro bellissime
donne che decisero di vivere da ascete su altrettante quattro
montagne del Sebino. Solo una volta l'anno, mediante un fuoco,
potevano comunicare fra loro. L'evento è ricordato
ancora oggi con l'illuminazione delle chiese nella seconda
domenica di luglio.
Da Cure una vecchia mulattiera, spesso celata nel bosco, porta
a Masse (7), dalle belle case contadine in pietra.
Ora ci attende la discesa verso Carzano (8), al vertice
nord-orientale di Montisola. Il suo piccolo molo è
contornato da leziose case dai toni pastello. Qua e là
si osservano i graticci sui quali sono stesi a seccare gli
agoni e le alborelle, i pesci più prelibati del lago.
L'ultimo tratto dell¹itinerario segue la sponda orientale,
ripidissima e incolta. Un breve braccio di lago la divide
dalla terraferma. Un piccolo cantiere nautico annuncia l'arrivo
a Peschiera.

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