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Un secolo
fa sulle Prealpi trionfavano i belvedere. La gente vi si radunava
attratta da un misterioso magnetismo. Cremagliere e funicolari
agevolavano la salita e consentivano anche alle signore con
la veletta e l’ombrellino da sole di ammirare superlativi
tramonti sulle distese della Pianura Padana. Poi questa pratica
decadde e luoghi come Brunate, Campo dei Fiori, il Mottarone
divennero più malinconici. Questa breve escursione
raggiunge il più bel balcone panoramico del Canton
Ticino, il Monte Lema. La montagna s’innalza fra la
Magliasina e il Luinese. Dalla cima, a 1619 metri d’altezza,
si gode la vista del Lago Maggiore fino al suo sbocco in pianura,
dei monti dell’Ossola e del Monte Rosa, di tutta la
cerchia dei rilievi ticinesi e delle Prealpi comasche e lecchesi.
Arrivarci è facile. Basta prendere la seggiovia che
parte da Miglieglia, un delizioso villaggi o nella verde regione
del Malcantone, a pochi chilometri dal confine italo-svizzero
di Ponte Tresa. L’arrivo è posto a pochi passi
dalla vetta. Qui si trovano un ristorante, dove pranzare sul
terrazzo panoramico (possibile una combinazione biglietto
della seggiovia più piatto del giorno), e il telescopio
astronomico. Poco distante si nota una singolare architettura
di pietra e cemento. Si tratta della stazione meteorologica,
realizzata nel 1993 su disegni dell’architetto ticinese
Pietro Boschetti.
Dalla stazione della seggiovia parte anche il Sentiero circolare
insubrico, poco più di un’ora di cammino per
il periplo della vetta del Lema, a cavallo fra Italia e Svizzera.
Si potranno ammirare, in tutta tranquillità, tante
cose: i paesini della Val Veddasca, sepolti fra i castagni;
le distese di felce che rivestono le alte pendici del Lema;
i cippi che, di tanto in tanto, segnano una bizzarra linea
di confine; la parete del Monte Rosa e il Verbano; il lago
di Lugano e i villaggi del Malcantone. Ci sono anche panchine
per contemplare il panorama e tavole che aiutano a identificare
le montagne più lontane. Ritornati alla seggiovia si
potrà scegliere se utilizzarla per scendere a Miglieglia
o se invece preferire la discesa a piedi, lungo un bel sentiero
fra gli alpeggi e le faggete

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