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Chi
lo chiama Everest dell’Oltrepo’ non è mai
stato sull’Himalaya o, forse, crede che la cordata sia
un tipo di tortura medievale e i ramponi una specie di crostacei.
Il Monte Lesima, nell’estrema punta meridionale della
Lombardia, arriva appena a 1724 metri e per salirci non servono
campi base e picozze. Eppure qualcosa di simile ai giganti
della terra ce l’ha. Intanto è la cima più
alta della provincia di Pavia e poi si sa chi fu il primo
scalatore, un certo Annibale, condottiero, che si era messo
in testa di battere i Romani passando per le Alpi e gli Appennini.
Si narra che da questa cima osservasse i movimenti delle truppe
durante la battaglia della Trebbia nel 218 a.C. Lesima deriverebbe
da ‘lesa manu’, perché Annibale si ferì
una mano salendo sulla cima. Ma non basta: il vicino M. Tartago
ha troppe affinità con Cartago, cioè Cartagine,
per non essere sospetto.
Si parte dai Piani del Lesima, una bella radura verde con
un accogliente alberghetto, e si sale in costa lungo una pista
forestale sterrata. Dopo 30 minuti si giunge sul crinale che
divide la Val Trebbia dalla Val Staffora. Qui s’imbocca
il sentiero che, in direzione sud, punta verso la vetta del
Lesima, riconoscibile dal geoide della stazione di controllo
dell’Aeronautica Militare. Si passano belle praterie
sulle quali, in primavera, spuntano il raro Astralagus sirinicus
e le più comuni nigritelle, aquilege, orchidee. Intanto
la visuale si estende su gran parte dell’Appennino Piacentino,
sulla lontana pianura e, anche, su uno squarcio di Mar Ligure.
Sarà ancora meglio sulla cima che si raggiunge infine
con qualche saliscendi.
La discesa avviene sul versante opposto che prospetta sulla
selvaggia Val Boreca. Usciti su una strada carrabile, la si
segue verso sinistra puntando verso i Piani del Lesima. Ancora
un’emozione però se, poco più avanti,
si abbandona la strada per seguire la parallela, ma più
bassa, originaria mulattiera. È un po’ infrascata
ma riconoscibile come l’antica Via del Sale, percorsa
per secoli dalle carovane con il prezioso prodotto in direzione
del porto di Genova, o viceversa, della città di Pavia.

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