DOVE. Nel Canton Ticino (CH). Punto di partenza e arrivo: Caslano, raggiungibile da Varese (26 km) con la statale 233 fino alla dogana di Ponte Tresa, quindi seguendo la strada per Lugano fino al bivio per Caslano.
COME. Itinerario a piedi, senza difficoltà, adatto a tutti. Si può arrivare in auto fino al punto di partenza del sentiero, a Stremalone, ma è meglio parcheggiare a Caslano.
QUANTO. 2 ore.
CARTOGRAFIA. Strade di pietra, scala 1:30.000, foglio 2.
DOVE MANGIARE. A Caslano, Osteria del battello, tel. 0041.(0)916061650, chiuso il martedì.
CONTATTI. Ufficio turistico del Malcantone, piazza Lago, Caslano, tel. 0041 (0)916062986 - http://www.caslano.com


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Ecco una bella passeggiata di primavera, da fare con la famiglia, alla scoperta di un piccolo angolo di natura protetta sul lago di Lugano. Basta mettere il naso al di là di Ponte Tresa, confine con la Svizzera, ed eccoci a Caslano. Il locale Museo del cioccolato invita alla tentazione della gola, ma la nostra meta è invece la tozza montagna che sta proprio dietro il piccolo paese. Il Monte di Caslano, o Sassalto, non supera i 600 metri d¹altezza ed è per tre lati circondato dal lago. Anche per questa ragione ha conservato aspetti botanici di notevole rarità con oltre 600 specie di piante vascolari e 150 di muschi. Inoltre questa montagna è un vero abecedario della storia geologica delle Prealpi, dalle antichissime rocce del cosiddetto Zoccolo cristallino insubrico ai depositi del Carbonifero (quando qui proliferava una vegetazione tropicale!) e alle vulcaniti del Permiano, dalle dolomie del Triassico alle morene dei ghiacciai quaternari. Per tutto questo patrimonio, il Monte di Caslano è stato dichiarato dagli svizzeri monumento naturale d'importanza nazionale.
Un tranquillo sentiero botanico lo visita per intero aggirandone le pendici. Quindici pannelli didattici distribuiti lungo il percorso spiegano le specificità del luogo. Dalla spianata del lungolago (1), coronata da enormi platani, si sale ai grotti di Stremalone (2), piccoli edifici in pietra dove in estate, al fresco e all'ombra si conservano e si degustano buoni salumi, vini e formaggi. Qui inizia il sentiero, indicato da frecce rosse. Man mano che si sale nel bosco, la vegetazione presenta caratteri variati a seconda dell'esposizione: dalle associazioni di tiglio e olmo montano, al carpino, al castagno, fino alle betulle sommitali. Nel sottobosco, in questa stagione, spuntano le primule e le anemoni, mentre cominciano a piegarsi stanchi i grossi fiori degli ellebori. Dal punto più alto (3), fra grossi massi erratici provenienti dal cuore delle Alpi Retiche e trascinati qui dai ghiacciai, si gode un bel panorama sulle montagne della Val Marchirolo e sulla prospicente Lavena, separata da un esile braccio di lago. Lungo la discesa si aprono altri panorami sulla Collina d'Oro e sul Generoso, fino al Monteceneri e al più vicino Monte Lema. Dopo aver superato una vecchia cava di caolino (4), usata in passato per produrre vasellame, il sentiero torna al punto di partenza.

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