Itinerario a piedi nella Valle di Monscera, Bognanco, provincia del Verbano-Cusio-Ossola.
TEMPO DI PERCORRENZA. 3 ore.
DISLIVELLO.
550 metri. Adatto a tutti su sentieri segnalati e carrabili.
PUNTO DI PARTENZA E ARRIVO.
San Bernardo, raggiungibile in auto da Bognanco.
DOVE MANGIARE. Rifugio Gattascosa, tel. 0324.44804.


(57 K)

Questa escursione nella valle di Bognanco, laterale della Val d’Ossola, permette di raggiungere in circa 3 ore di marcia tre freschi laghetti alpini. Per gli altri 93, disseminati fra il Verbano e il Sempione, esiste una nuova guida – Andar per laghi – scritta da Tullio Bagnati e Giancarlo Martini, edizioni Tararà, Verbania 2003, 26 Euro. Prendiamo al volo l’occasione e mettiamoci in cammino. Si parte dalla chiesuola di S. Bernardo (m 1628) che si raggiunge in auto da Bognanco per una stretta strada a tornanti. Si imbocca il sentiero per il rifugio Gattascosa. Si attraversa una bella abetaia e ci si può attardare a cogliere mirtilli e lamponi. Alternando salite e tratti piani si raggiunge un pianoro torboso, residuo di un vecchio lago, poi affrontata un’altra erta si guadagna la conca del lago di Ragozza (m 1958), il primo del nostro itinerario. E’ un lago a mezzo servizio; è stato in parte svuotato, a seguito di una frana, e le sue acque hanno alimentato la sottostante torbiera. Fra i rododendri si arriva al rifugio Gattascosa, ottimo punto di ristoro a base di polenta e salamini. Imboccata la strada carrabile si punta ora verso il lago di Monscera (m 2072): lo si raggiunge in meno di mezz’ora dal rifugio, dopo aver lasciato la carrabile per un sentiero. Poco più in alto del lago c’è il passo di Monscera (m 2103), sul confine con la Svizzera, utilizzato nei secoli come alternativa alla via del Sempione passante per le temute gole di Gondo. Vi transitò nel 1275 Papa Gregorio X, di ritorno dal Concilio di Lione. Per ringraziare gli alpigiani che gli avevano agevolato il cammino, il papa fece loro dono di un preziosa pergamena, promulgata qualche anno prima da Urbano IV con cui si istituiva la festa del Corpus Domini. Ripresa la strada carrabile si giunge in vista dell’Alpe di Monscera (m 1971). Poco prima delle baite un cartello indica la via per il lago d’Agro, l’ultimo del nostro giro. Si trova a 2041 metri d’altezza all’interno di un antico circo glaciale, di cui è l’ultima testimonianza.
Un ripido sentiero, con qualche ometto di pietra, scende la montagna e riporta sulla strada principale che, verso sinistra, passa il torrente Rasiga per approdare infine a S. Bernardo, da dove si era partiti qualche ora prima.

© Albano Marcarini - Officine Kairòs delineavit anno 2001 - Risoluzione consigliata 1024x768