DOVE. In provincia di Mantova. Punto di partenza e arrivo: Felonica, raggiungibile da Mantova (60 km) con la statale 482 fino al ponte di Sermide, quindi con un breve tratto della S.P. 36 lungo Po.
COME. Itinerario in bicicletta, senza difficoltà, adatto a tutti.
QUANTO. 22.7 km, dislivello nullo.
DOVE MANGIARE. A Stellata, giusto a metà percorso, rist. La Rocca, tel. 0532.885500; oppure poco più avanti, a Zerbinate, rist. Il Calesse, tel. 0532.885593.
CONTATTI. Ufficio Informagiovani Sermide, tel. 0386.960477 (coordina un progetto sulle pievi matildiche).


(60 K)

La punta più orientale della Lombardia è più vicina a Venezia e a Bologna che a Milano. Si protende in destra Po fra il Ferrarese e il Polesine e, pur essendo stata possesso dei Gonzaga mantovani, ha recepito influenze esterne sia nelle pievi romaniche volute da Matilde di Canossa, sia nelle architetture fortificate che occhieggiano le fortezze estensi.
L'itinerario prende le mosse dalla pieve di Felonica, intitolata a S. Maria Assunta (1). Era parte di un'abbazia che ricevette da Matilde notevoli donazioni quando la contessa, nell'XI secolo, giunse a possedere gran parte del Mantovano. La facciata riprende schemi gotici e ingloba la base del possente campanile.
Salendo sull'argine maestro del Po, l'itinerario si avvia in direzione del delta. Il fiume scorre lento e imponente. A Stellata (2) si incontra una magnifica rocca a cinque punte. Si tratta di una costruzione estense, originariamente eretta nel 1362, poi riattata e trasformata nella prima metà del Seicento. Fronteggiava, con la dirimpettaia e scomparsa fortezza di Ficarolo, sull'altra sponda del Po, eventuali nemici provenienti dalle terre dei Gonzaga o da quelle veneziane. La rocca fu anche citata da Ludovico Ariosto nell'Orlando Furioso, annotando il viaggio di Rinaldo verso Ferrara: «Restò Melara nel lito mancino; nel lito destro Sermide restosse; Figarolo e Stellata il legno passa, ove le corna il Po iracondo abbassa» (XLIII,53).
Dopo la rocca si scende dall'argine, si attraversa la provinciale e si imbocca la Strada ferrarese che corre lungo il confine fra Lombardia ed Emilia, ovvero fra gli antichi possessi gonzagheschi ed estensi. La campagna si apre a vasti orizzonti, con i soli limiti degli argini di fiumi e canali. La fitta rete dei canali artificiali ha assicurato la bonifica di questi territori, avvenuta in tempi non lontani come dimostra l'assenza di cascinali di antica data. Superata, a Zerbinate (3), la ferrovia Ferrara-Suzzara, si piega a destra in Via di Spagna. Giunti al ponte sul Canale di Fossalta (4) si lascia l'asfalto e si segue, a sinistra, la stradina erbosa che s'infila fra questo canale e il parallelo Dugale. Fra le canne si celano tarabusini, gallinelle, germani, anatre. Non di rado si scorge il cavaliere d'Italia. È il tratto che offre le più belle sorprese naturalistiche. Giunti al ponte successivo (5) si lasciano i canale e piegando a destra, lungo la Strada Battista Alberti, si fa ritorno a Felonica.

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