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La Val d'Orcia è un'isola felice del bel paesaggio.
Qui ci si riconcilia con le opere dell'uomo: borghi, poderi,
pievi e castelli che hanno intessuto un perfetto dialogo con
la natura.
Itinerario pedonale nella Val d'Orcia in provincia di
Siena (Toscana)
PUNTO DI PARTENZA E DI ARRIVO.
Bagno Vignoni, frazione di San Quirico d'Orcia. Si raggiunge
in bus da Siena con partenza nei feriali alle ore 7.00 (corrispondenza
a San Quirico alle 9.00), nei festivi alle ore 11.30. Il ritorno
da Bagno Vignoni avviene nei feriali alle ore 18.20 (fermata
al bivio della Cassia), nei festivi alle 18.25.
TEMPO DI PERCORRENZA.
4 ore.
DISLIVELLO. 283 metri
in salita. Segnavia: tacche bianco-rosse e cartelli segnaletici
della Provincia di Siena.
SEGNAVIA. Tacche bianco-rosse
e cartelli segnaletici della Provincia di Siena.
PERCORSO. Strade campestri
sterrate.
DOVE MANGIARE. Punto di
ristoro presso il Castello di Ripa d'Orcia, tel. 0577.897376.
Osteria del Leone, Bagno Vignoni, tel. 0577.887300.
DOVE DORMIRE. Albergo
Le Terme***, Bagno Vignoni, tel. 0577887150; Agriturismo
Il Poderuccio, loc. Poderuccio, tel. 0577.898120; Agriturismo
Le Querciole, tel. 0577.897408.
DOVE COMPRARE. La Locanda
del Loggiato, Bagno Vignoni, tel. 0577.887174 (degustazione
vini, salumi, formaggio, olio della Val d'Orcia).
INDIRIZZI UTILI. Rama,
(trasporti pubblici) tel. 0564.966433; Apt Siena, tel. 0577.280551;
http://www.siena.turismo.toscana.it.;
Parco artistico naturale e culturale della Val d'Orcia, via
D. Alighieri 33, San Quirico d'Orcia, tel. 0577.898303.
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1. Bagno Vignoni,
con la sua vasca termale che fa da piazza, è ancora
oggi come la vide nel 1334 Jacopo Tondi relazionando su vari
luoghi dello Stato senese, ovvero: "accomodato e circondato
di palazzi e d'osterie ed ha una cappella nel mezzo. E sono
per tutto luoghi da ritirarsi dove ascosi e guardati, possono
uomini e donne bagnarsi, esendo il bagno delle donne da quello
dei maschi distinto". Si dice che i soldati senesi venissero
a Bagno Vignoni a lenire nelle acque calde le ferite provocate
dagli scontri con i fiorentini. Santa Caterina invece metteva
a prova la sua fede bagnandosi laddove il calore era più
intenso con vivo disappunto della madre che la voleva buona
ma non santa. Difficile staccarsi dall'incanto della vasca
termale, del suo loggiato e dell'atmosfera medievale del luogo
nonostante la sprezzante opinione che ne diede Montaigne nel
1581 giudicandola 'una vera pidocchieria'.
Si scende per pochi minuti la strada d'accesso al borgo, poi
si piega a destra su una sterrata che si avvicina al fondovalle
dell'Orcia. Sull'opposto versante troneggia la torre di Rocca
d'Orcia. Si supera un dismesso impianto per la lavorazione
del travertino, la duttile pietra che compone con le marne
queste colline, e si continua seguendo le tacche bianco-rosse,
piuttosto irregolari. Lembi di macchia si alternano a morbide
ondulazioni coltive. Isolati casali danno la dimensione della
presenza umana, comunque meno viva che nel passato.
2. Dopo buon tratto
si arriva a un bivio di percorsi segnalati: a sinistra si
scende al vicino guado sull'Orcia dove si scorgono i resti
del ponte dell'antica strada per Rocca, abbattuto da una piena
nel 1929; a destra invece, dove ci dirigiamo, si inizia a
salire verso il selvaggio sprone che stringe questo tratto
della valle.
3. Attraversata
una folta lecceta si giunge in cima, presso un secondo bivio
con una fonte e un piccolo mausoleo fra i cipressi. Qui si
impone una diversione (a sinistra) per raggiungere in meno
di un chilometro il vicino castello di Ripa d'Orcia,
suggestivo baluardo che vigila sulla vallata. Fu eretto probabilmente
nel XIII secolo; appartenne alla famiglia dei Salimbeni senesi
e fu più volte ripreso e rifatto; ospita oggi una lussuosa
residenza agrituristica. Tornati al bivio di prima si continua
lungo la larga sterrata che si protende sul crinale del colle
aprendo ben presto larghe visuali su San Quirico d'Orcia e
sulla più lontana Montalcino.
La strada è battuta da rari passanti; sopra i cespugli,
le gazze con i loro voli radenti sembrano irridere il nostro
lento passo. Alcune grosse querce, piantate nel mezzo dei
campi indicano l'ancestrale rispetto dei nostri avi verso
questi venerandi monumenti naturali.
4. Vinto il culmine
del percorso si giunge a un ulteriore bivio di percorsi. Si
sceglie la direzione di destra che indica Vignoni. In breve
si raggiunge questo piccolo borgo di pietre sorte dalla terra
e di cui la possente torre ricorda il battagliero ruolo.
Fra le case si cela la bella chiesa di San Biagio,
dalla liscia e grigia patina romanica. Passato sotto l'arco
che fa da balcone all'abitato, si ammira il panorama fino
alla lontanissima, minacciosa cuspide di Radicofani. Pio II,
il papa umanista del XV secolo, aveva in animo di fare della
Val d'Orcia un lago per sfamare con la pesca la popolazione
e per difenderla dai briganti.
Si torna sulla sterrata che scende tortuosa a Bagno Vignoni,
da dove si era partiti e dove, se l'ora lo consente, ci si
potrà ritemprare nella piscina termale.
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