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In inverno la Pianura Padana offre nebbia e nostalgie. Le
nostalgie non appartengono solo agli uomini ma anche alle
cose, come alle vecchie cascine che punteggiano a regolare
distanza la campagna. Alcune di esse sono state costruite
in modo stravagante, con torrette, cortine merlate e archi
ogivali così che potessero rievocare certi fasti storici o
simboleggiare la supremazia dell'uomo sulla natura. La cascina
padana infatti è stata il motore della bonifica delle campagne
e il centro della produzione agricola.
La cascina Mancapane, nei pressi di Cremona, interpreta degnamente
questa parte. Infatti, agli occhi del passante, si presenta
come un piccolo castello da fiaba nonostante l'ingenerosa
denominazione. L'ingresso è sovrastato da una torretta a merli
guelfi con due torrioncini alle estremità. La vecchia decorazione
delle pareti, nascosta dal recente restauro, era a bande rosse
e bianche, mentre dai sottogronda dei fienili e delle stalle
spiccano ancora archetti e finestre trilobate. Basterebbe
qualche armigero sugli spalti per credere di essere in pieno
Medioevo. Niente affatto. L'abito della cascina Mancapane
risale alla metà dell'Ottocento e risponde alla moda del restyling,
in auge in quel periodo. Attualmente è di proprietà della
famiglia Cabrini, il cui più illustre personaggio è Antonio,
calciatore campione del mondo nel 1982. Una leggenda racconta
che sotto l'aia della cascina sarebbe nascosta la statua di
un leone d'oro.
COME ARRIVARE. La cascina
Mancapane si trova nella frazione San Martino in Beliseto,
in comune di Castelverde, 10 km a nord di Cremona.
LA
BUONA TAVOLA. Osteria La Granda, via Jacini 51,
Casalbuttano (a 4 km), tel. 0374.362406.
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