In questo estremo lembo di Toscana, la celebre strada medievale seguì varie vicende con tracciati condizionati dagli uomini e dagli eventi naturali. Non tutte le sue tracce si sono perse. Oggi è divertente andare alla loro ricerca in sella a una mountain-bike.

Itinerario in bicicletta nella Val d'Orcia (Toscana, provincia di Siena).

PUNTO DI PARTENZA E DI ARRIVO. Bagno Vignoni. La località si raggiunge in auto da Siena (49 km) seguendo la strada statale 2 Via Cassia fino al bivio che, 4 km dopo San Quirico d'Orcia, porta in meno di un km a Bagno Vignoni.
LUNGHEZZA. 39.8 km.
DISLIVELLO. 450 metri circa.
PERCORSO. Strade campestri sterrate (per circa 12 km), provinciali o statali asfaltate.
MEZZO. Mountain-bike.
PRATICABILITÀ. Buona, due guadi da superare (se non praticabili utilizzare la variante indicata nella cartina), alcune forti discese su sterrato (attenzione alle catenelle che sbarrano la via!). Adatto a cicloturisti allenati.
PERIODO. Inverno.
DOVE MANGIARE. Un bar a Gallina; a Bagno Vignoni vi sono diversi ristoranti e due alberghi.
PER SAPERNE DI PIÙ. R. Stopani, Guida ai percorsi della Via Francigena in Toscana, Le Lettere, Firenze 1995.


(97 K)

1. Si parte dal borgo termale di Bagno Vignoni. Una discesa porta alla Via Cassia: la si segue a destra oltre il fiume Orcia. Si indugia fra le colline che reggono lo sprone di Castiglione d'Orcia. Al cippo del km 177 la rotabile ha un andamento più regolare intercettando la traccia della Francigena che passava l'Orcia poco più a monte. Sulle groppe circostanti stanno vari poderi: nei nomi (Valdilunga, Cardosa, Arcimbaldo) evocano la loro antica epoca.
Dopo il cippo del km 175 si affianca la Scala (km 5.8), ex-stazione di posta d'impianto rinascimentale. Al ponte sul torrente Vellora (km 7.7) la strada medievale si scostava dall'attuale guadando il corso d'acqua. Possiamo recuperarla deviando a destra subito dopo il ponte e dopo circa 300 metri a sinistra, sempre su sterrato.

2. Si giunge al podere Le Briccole (km 8.3). Col nome di 'Abricola', ospitò nel 990 Sigerico nel suo viaggio da Roma a Canterbury. Sebbene rovinata, l'annessa chiesuola romanica di San Pellegrino è suggestiva perché affacciata alla strada campestre.
La nostra traccia prosegue in rettifilo. Seguendo la cartina la si può rispettare per parecchi chilometri, a volte sull'originaria carrareccia selciata, a volte sullo scabro asfalto di un tronco dismesso della statale. Dopo esserci affacciati alla valle del torrente Formone si scende alla Posta di Ricorsi (km 12.7). Vale la pena ammirare il porticato e l'attiguo ponte medievale che rivela la posizione del cammino francigeno.

3. Si imbocca e si segue a destra, per circa 2 km, la nuova Cassia fino alla diramazione, verso sinistra, per Radicofani. Il tratto a seguire corrisponde a una deviazione della Via Francigena documentata dalla metà dell'XI secolo. La strada precedente seguitava sul fondovalle, come la nuova Cassia, e in località Poggio di Lone superava la sella orografica che divide i bacini dell'Orcia e del Paglia. La scelta di deviare la strada dipese dal fatto che Radicofani stava sviluppando una notevole capacità ricettiva. Alla fine del Duecento si contavano tre 'spedali' per l'assistenza ai viandanti. La grandiosa Posta, costruita dai Medici alla fine del '500, confermò la rilevanza del luogo, peraltro protetto da una munitissima rocca, così che la strada, fino alle epiche gesta dei corridori della Mille Miglia divenne il più frequentato collegamento fra la Tuscia romana e il Senese.

4. Al bivio de Le Conie (km 17) si lascia la direzione di Radicofani, la cui arcigna rupe spicca nella dolce ondulazione collinare, e si volge a sinistra attagliandosi al crinale con brevi saliscendi da affrontare con un certo abbrivio. Non si deve però dimenticare la logica dell'itinerario: a un certo punto si devia a sinistra su uno scabro percorso a fondo naturale. Non ci sono segnali. Occorre fare attenzione: il bivio è circa 200 metri dopo la lieve erta di Poggio Reggiano (km 21.8), all¹inizio della discesa di Contignano.

5. La pista si protende su una dorsale e scende dentro un poggio boscato. Anch'essa appartiene alla storia: probabilmente fu un diverticolo della Francigena per le percorrenze dirette a Pienza, l'antica Corsignano.

6. La vertiginosa discesa si attenua a fianco del maniero di Castelvecchio (km 25.4), poi riprende la sua foga con un lungo rettifilo che punta sul podere Belladonna (alt. 340). Al successivo cavalcavia si scende a imboccare, verso sinistra, la provinciale 40 'Traversa dell'Amiata'. La si percorre per circa 1,5 km, fino all'altezza del guado che, verso destra, passa il torrente Formone sotto il podere Rimbecca (km 28.2) che poi si raggiunge con qualche svolta in salita. Passandovi dinanzi s'infila lo stradello che punta verso l'Orcia sfiorando il podere Molinello (km 29.1). Si guada il fiume per raggiungere sull'opposta sponda la strada provinciale 53 'di Val d'Orcia' che si segue verso sinistra. A fianco emergono le prime ondulazioni che arrivano alla non lontana Pienza; dall'altro lato una cornice di pioppi nasconde il greto dell'Orcia.

7. D'un tratto spicca un possente edificio merlato con una torre. È lo Spedaletto, (km 35.2), antico luogo di ricovero per pellegrini, gestito fin dal 1236 dall'Ospedale della Scala di Siena. Il complesso fu fortificato nel XV secolo ed è giunto a noi con questo bellicoso aspetto.
L'itinerario volge al termine. Prima di giungere al bivio con la Cassia, da cui in breve a Bagno Vignoni, una breve deviazione sull'argine dell'Orcia permette di osservare nel greto, i piloni semiaffossati del ponte tardo-medievale della nostra strada.

© Albano Marcarini - Officine Kairòs delineavit anno 2001 - Risoluzione consigliata 1024x768