«Preferisco valicare due volte il Gottardo che una volta lo Spluga», disse un mercante svizzero nel 1599. Eppure, per secoli, questa fu la principale comunicazione fra Milano e Coira, fra la Pianura Padana e il lago di Costanza. La vecchia mulattiera è stata accuratamente restaurata: una ghiotta occasione per gli escursionisti.

TEMA. Storia.
DIFFICOLTÀ - Facile.
TEMPO - 4 ore.
DISLIVELLO. 184 m.
COME. A piedi.
PUNTO DI PARTENZA. Montespluga, abitato dell'alta Val San Giacomo (Sondrio), posto a 1908 m, a 142 km da Milano. Lo si raggunge seguendo la strada statale 36 'del lago di Como e dello Spluga', passando per Lecco, Colico e Chiavenna.
PUNTO DI ARRIVO. Splügen, villaggio del Rheinwald (Grigioni, Svizzera). Da Splügen si fa ritorno a Montespluga mediante il servizio di autolinea estivo della STPS, tel. 0342.511212.
PERCORSO. mulatteria selciata, sentieri e un tratto di pista forestale. Munirsi di documento d'identità.
DOVE MANGIARE. Sul versante svizzero, dopo il valico, con una breve deviazione si può raggiungere il ristoro del vecchio ospizio. A Splügen, Posthotel Bodenhaus, albergo storico nella piazza del villaggio, tel. 0041(0)816509090.
DOVE DORMIRE. A Montespluga: Hotel Vittoria**, tel. 0343.54250; Hotel Posta**, tel. 0343.54234.
INDIRIZZI UTILI. Splügen Tourismus, 7435 Splügen, tel. 0041(0)816509030,
Http://www.viaspluga.com - Apt Chiavenna, piazza Stazione, tel. 0343.36384.


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Montespluga (1908 m), ultimo abitato italiano prima del valico, non è cambiato rispetto alle stampe che lo ritraevano nell'Ottocento quando impauriti viaggiatori vi giungevano dal Nord dopo lunghe giornate in diligenza. Gli alberghi portano gli stessi nomi altisonanti, le case hanno muri spessi. La lunga costruzione detta 'Ca' della Montagna' riapre le porte non più per i viandanti smarriti, richiamati dal suono della campana, ma per frettolosi turisti motorizzati. Qui passava una strada romana che si faceva largo fra immense foreste. Nel Seicento, quando i ghiacci ripresero vigore, di quell'antico abito vegetale non rimase nulla, proprio come oggi. A parte il lago infatti, il pianoro è calvo e brullo: un maestoso teatro naturale dove ripidi pendii e sfasciumi di roccia sostengono le vette del Pizzo Tambò e dei suoi fratelli.

1. Dal villaggio si seguono i segnali gialli del Sentiero storico che si inerpica sul fianco destro del vallone del torrente Liro. Si tratta del percorso della strada romana del 'Cunus Aureus', come si chiamava allora lo Spluga. Sul versante opposto corre la rotabile realizzata nel 1818 da Carlo Donegani nel periodo del riattamento delle maggiori strade alpine di valico. A fianco di essa si intuiscono le tracce della mulattiera di età moderna, poi dismessa. Per la grande importanza dello Spluga, in ogni epoca si apportarono miglioramenti, anche con varianti e rifacimenti di tracciato. Un esempio si osserva dopo il pianoro della Cantoniera a quota 2063.

2. Portandoci sul versante idrografico sinistro si notano, ai piedi di un'immensa ganda, due selciati sovrapposti: quello superiore fu realizzato nel 1716 per stemperare la pendenza di quello inferiore, appartenente al tracciato del 1643.

3. In breve si tocca il punto di valico (2116 m). Oltre che Spluga, in passato lo si denominava anche 'Colmen d'Orso' per la presenza di questo feroce plantigrado. La mulattiera di età moderna, che ora ricalcheremo integralmente, transita poco più a est della strada rotabile. Entrati in territorio elvetico, la rotabile si sviluppa a ovest, con lunghi tornanti e con le caratteristiche gallerie paravalanghe per il transito invernale. La nostra mulattiera inzia invece la più spedita discesa sulla ripida pendice dell'Altberg. Occorre fermarsi più volte per ammirare la perfetta esecuzione della pavimentazione in pietra, le rifiniture dei bordi, l'accurato disegno delle traverse e delle curve. Siamo di fronte a una vera opera d'arte stradale.

4. Di nuovo incontrata la rotabile a quota 1845, si prosegue fianco ad essa per un sentiero erboso superando la Schwarzhütte e l'alpe Bodmenstafel (1790 m). Guardando l'altro versante della valle si noterà in alto una cava in abbandono, distinguibile per il biancore delle rocce. Da essa si trassero materiali per strade e ponti e anche, per un breve periodo, il marmo per il Duomo di Milano.

5. Infine ci si avvicina al torrente e al monumentale Marmorbrücke (Ponte di Marmo), realizzato nel 1834 da Riccardo La Nicca, ingegnere che lasciò sulle strade alpine eccelse prove della sua competenza. Raggiunto il limite delle conifere ed entrati nel bosco, le tracce storiche si assottigliano. Ma c'è ancora tempo per una sorpresa: un masso che presenta quattro cavità coppellari a forma di ciotola. Forse un segno dell'antichissima frequentazione del passo. Rispettando il segnavia si percorre la stretta forra dell'Enggi, dove prima del 1834 transitava la rotabile del Donegani, in questo tratto distrutta da un'alluvione. Vi restano qualche muro di sostegno e alcune platee erbose. Dopo un ultimo salto di quota si entra a Splügen (1457 m) superando il ponte sul Reno. La Bodenplatz fa da degno coronamento all'escursione. Nei suoi edifici, come nello storico albergo Bodenhaus, si riassapora l'epoca dei doganieri e dei postiglioni.

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